L'articolo esplora il concetto di pattern nella funzione cruciale che svolge nella costruzione dell’esperienza d’ascolto e in alcune conseguenze relative alle pratiche compositive musicali del Novecento. Inizialmente l’idea di pattern viene associata all’esperienza del riconoscimento attivato dalla percezione dell’ordine in cui si presentano distinzioni aurali. I pattern, formati o consolidati da questo riconoscimento, vengono poi inseriti in un sistema di relazioni che costituisce l’esperienza d’ascolto, a sua volta estesa nel contesto della piena multimodalità sensoriale. La prima parte del testo, dedicata alla narrazione dell’ascolto a partire dall’idea di pattern, si conclude con una discussione sulla naturalizzazione del pattern, che diventa oggetto del mondo attraverso il processo di abituazione. La seconda parte, restringe il campo del pattern al suo utilizzo in musica. Dopo una discussione sull’idea di pattern musicale ne vengono quindi presentate diverse tipologie (intraopus, interopus, brano, oggetto) che emergono dall’impostazione del pattern come strumento di costituzione dell’esperienza. L'articolo si conclude con una breve analisi dei ruoli svolti dalle varie tipologie di pattern musicali nelle tecniche compositive del Novecento e in particolare nella musica di John Cage sottolineando l'importanza della musica radicale nel contrastare le naturalizzazioni della musica di massa, per promuovere la sensibilità dell’ascolto.