Questo contributo analizza l’evoluzione del ruolo di suoni e musica nel videogioco, focalizzandosi sugli sviluppi recenti del sound design nell’ambito dei game studies. Attraverso un breve excursus storico, si evidenzia come il sonoro, inizialmente con funzione passiva e accessoria, abbia assunto un ruolo sempre più attivo e interattivo. A partire da Space Invaders negli anni Ottanta, fino ai titoli contemporanei, suoni e musiche sono diventati elementi centrali per l’esperienza videoludica. Tracce orchestrali, canzoni e jingle accompagnano oggi sia cutscene sia gameplay, contribuendo a un’immersione sensoriale più profonda e segnalando in modo dinamico le azioni del giocatore. Due le principali dinamiche interattive individuate: l’impiego dell’audio binaurale, che amplifica l’orientamento e l’immersività creando uno spazio sonoro parallelo a quello visivo; e l’utilizzo del suono come strumento narrativo e meccanica di gioco, specialmente in contesti in cui l’immagine è ridotta o assente. In quest’ottica, il suono viene concepito come “azione pura”, generata dagli input del giocatore. I case studies analizzati includono Horizon Zero Dawn per la funzione dei jingle nel gameplay; Hellblade: Senua’s Sacrifice e Resident Evil 2 Remake per l’audio binaurale; Perception e Three Monkeys per il suono come motore interattivo della narrazione.