Tecniche e materiali da costruzione nella Milano antica e medievale

Autori

  • Paola Greppi Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
  • Roberto Bugini Istituto per la Conservazione e la Valorizzazione dei Beni Culturali image/svg+xml
  • Luisa Folli Istituto per la Conservazione e la Valorizzazione dei Beni Culturali image/svg+xml

DOI:

https://doi.org/10.13130/2035-4797/4892

Parole chiave:

pietra de costruzione, Milano, Lombardia, Romani

Abstract

La città di Milano conserva un patrimonio storico-architettonico straordinario, costituito da un elevato numero di edifici di culto antichi, nella maggior parte dei casi costruiti alle origini del cristianesimo e trasformati in forme nuove in età romanica. Nel contributo vengono presentati sinteticamente i risultati del lavoro di ricerca, condotto da chi scrive, sulle tecniche costruttive dei principali edifici di culto della città (S. Ambrogio, S. Simpliciano, S. Giovanni alle Fonti, S. Nazaro Maggiore, ...), cercando di mettere in luce le principali trasformazioni tra tardoantico e romanico. Un gran numero di materiali lapidei furono utilizzati nell’architettura romana a Milano e in Lombardia, materiali resi disponibili grazie alla varietà geologica del territorio. Le Alpi fornirono graniti, dioriti, gneiss, marmi; le Prealpi calcari, dolomie, arenarie (Mesozoico) e conglomerati (Quaternario); la pianura Padana ciottoli, ghiaie, sabbie e argille dei depositi alluvionali (Quaternario). Ciascuna pietra fu per lo più usata nelle aree limitrofe alle cave, raggiungendo le città (Comum, Ticinum, Mediolanum, Bergomum, Brixia) attraverso le vie d’acqua; nelle città della pianura (Placentia, Cremona, Mantua) furono privilegiati i laterizi fabbricati con l’argilla locale. A Milano, in quanto città capitale, furono impiegate anche pietre provenienti da maggiore distanza (calcari del Veneto e del Friuli). I marmi bianchi delle Alpi Apuane e i marmi colorati del Mediterraneo orientale, nonostante l’approvvigionamento difficoltoso, ebbero una grande diffusione a Mediolanum e in molti altri siti lombardi. I materiali cavati dai Romani furono continuativamente utilizzati anche nei secoli successivi.

Biografie autore

  • Paola Greppi, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
    Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
  • Roberto Bugini, Istituto per la Conservazione e la Valorizzazione dei Beni Culturali
    Geologo, dal 1982 studia l’impiego dei materiali lapidei in architettura.
  • Luisa Folli, Istituto per la Conservazione e la Valorizzazione dei Beni Culturali
    Naturalista, dal 1990 si occupa di indagini petrografiche su materiali lapidei naturali e artificiali.

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Pubblicato

2015-06-11

Fascicolo

Sezione

Atti del Seminario interdisciplinare "Milano Archeologia per Expo 2015", Milano 21, 26-28 Novembre 2014

Come citare

Tecniche e materiali da costruzione nella Milano antica e medievale. (2015). LANX. Rivista della Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici - Università degli Studi di Milano, 19, 95-128. https://doi.org/10.13130/2035-4797/4892