Libertà di religione e libertà d’opinione a confronto: bilanciamento e obbligazioni positive degli Stati membri dell’UE
DOI:
https://doi.org/10.13130/1971-8543/4939Keywords:
EditorialeAbstract
La sentenza della Corte EDU nel caso Karaahmed v. Bulgaria, divenuta definitiva da pochi giorni e di seguito riportata per esteso, affronta il problema del bilanciamento tra la libertà di coscienza e di religione, garantita dell’art. 9 della Convenzione EDU, e le libertà di manifestazione del pensiero e di espressione riunione e associazione, garantite dagli artt. 10 e 11. Si tratta, è noto, di una questione aperta e fortemente dibattuta in molti Paesi dell’Unione Europea; nel nostro, che ci riguarda più da vicino, le forze politiche ne hanno fatto l’oggetto di aspri contrasti di vedute, che assumono spesso gli aspetti (non solo teorici) dell’estremismo ideologico, dell’iperbole e dell’esasperazione linguistica, dell’indifferenza ai principi costituzionali del pluralismo confessionale e della libertà di religione indistintamente garantita a “tutti” dalla nostra Carta (art. 8, primo comma, e 19 Cost.).Downloads
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2015-06-29
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Editoriale
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Copyright (c) 2015 Giuseppe Casuscelli

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How to Cite
Libertà di religione e libertà d’opinione a confronto: bilanciamento e obbligazioni positive degli Stati membri dell’UE. (2015). Stato, Chiese E Pluralismo Confessionale. https://doi.org/10.13130/1971-8543/4939

